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Si menzionano temperini per appuntire
le penne d’oca, cesoie, forbici, coltelli lavorati,
coltelli con manico d’osso, coltelliere da cucina (che
riunivano in una sola guaina vari coltelli per usi
distinti e che si portavano alla cintura).
Le caratteristiche dei coltelli prodotti a Scarperia in
epoche remote sono però tutt’altro che certe e solo
dalla seconda metà dell’800 in poi si hanno riscontri
via via più precisi e dettagliati e purtroppo tutte le
modifiche dei modelli, le sostituzioni, le varianti, gli
influssi che hanno ricevuto da altri esemplari
provenienti da tutta Europa, sono difficilmente
individuabili e sparsi in molti musei e collezioni
private.
Le informazioni più dettagliate, si ottengono da vecchie
illustrazioni di rara bellezza e da cataloghi, che si
resero necessari quando gli artigiani affidarono la
vendita a commercianti.
A questo scopo furono realizzate, in epoca incerta ma
probabilmente intorno alla metà dell’800, le cosiddette tavole anonime,
litografie raffiguranti forbici, attrezzi agricoli e coltelli pieghevoli, così definite perché non riportano riferimenti ad alcuna ditta ma così importanti che tanti altri manoscritti con annotazioni relative a prezzi e modelli che sono giunti fino a noi, si rifanno proprio alle tavole anonime.
Ai primi del ‘900 comparvero le tavole Milani, incisioni xilografiche, cioè realizzate attraverso clichè in legno, realizzate con grandissima maestria da artigiani specializzati e che apriranno la strada alla realizzazione dei primi cataloghi rilegati.
I documenti che però trasmettono meglio i significati e lo spirito artigianale dell’antica arte dei ferri taglienti, sono i disegni di bottega, schizzi e disegni eseguiti a penna dagli stessi coltellinai come preparazione per la realizzazione dei pezzi o preparati direttamente dai committenti.
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